fbpx

Vogliamo condividere alcune valutazioni e considerazioni, senza troppo scendere nello specifico, utili se si vuol procedere alla realizzazione di un nuovo oliveto.

Analizzare l’area dove si intende procedere alla piantumazione valutando gli impianti già esistenti in zona e capirne le principali caratteristiche (sesti di impianto, varietà coltivate, forma di coltivazione): ciò che già esiste è un insieme di informazioni prezioso. Se nelle vicinanze non ci fossero altri oliveti, occorre esaminare un insieme di dati climatici (temperature medie, piogge annuali, possibili gelate) e ambientali (tipologia del terreno, altitudine, esistenza di fonti acquifere cui attingere per eventuale irrigazione).

L’olivo è una pianta molto diffusa in Italia, con numerose varietà: la scelta dovrà essere dettata dal tipo di olio e dalla qualità che si vorranno ottenere, ma sarà sempre utile e molto significativo analizzare le tipologie già esistenti, perché saranno sicuramente le piante che meglio si adattano a quella specifica zona e, qualora si intenderà procedere a produzioni IGP o DOP, saranno quelle sicuramente menzionate dai disciplinari di produzione. Nella scelta si deve tener conto anche di quali sono le specie impollinatori, fondamentali sia nel permettere che nell’aumentare l’allegazione.

Il sistema di raccolta è un altro aspetto fondamentale in fase di nuovi impianti: conoscerlo o ipotizzarlo detterà importanti linee guida durante la definizione del tipo di allevamento per i nuovi olivi.

L’olivo soffre i ristagni d’acqua che, oltre a provocare danni alla pianta, possono provocarne la morte. Ecco perché è importante conoscere la conformazione del terreno e, se non fosse già dotato di un sistema naturale per il deflusso delle acque, andrà preparato in maniera adeguata. Ci sono varie tecniche di lavorazione: il tecnico che guida la realizzazione dell’impianto saprà sicuramente qual è la più idonea.

Prima di piantare va definito il sesto di impianto, cioè la distanza tra le piante e tra le file: queste dimensioni che vanno in genere da un minimo di 4×4 m a 8×8 metri sono legate alla natura dell’olivo (varietà e capacità di crescita), alla forma di allevamento scelta, alla tipologia di raccolta e alle macchine agricole che si andranno ad usare per la cura dell’oliveto. Inoltre è bene rispettare minime di legge previste per i confini e non avvicinarsi troppo a pavimentazioni e muretti (mai meno di 3 metri) e stare ad almeno 6 metri da fabbricati a da altri alberi.

L’autunno (se non si prevedono inverni molto freddi) e marzo sono i periodi migliori per la messa a dimora; ma anche durante una stagione invernale mite si possono piantare i nuovi olivi. Teoricamente l’olivo può essere sempre piantato qualora allevato in vaso, ma nella stagione calda serve maggior accortezza e frequenti irrigazioni delle piante.

Più avanti parleremo di come piantare, concimare, potare…