fbpx

La pianta dell’olivo e l’olio ricavato dalla lavorazione dei suoi frutti da tempi molto lontani sono entrati a far parte della vita dell’uomo, rivestendo grande importanza nell’economia di molti popoli antichi, sia per il valore ambientale e la longevità della pianta che per il valore dell’olio extravergine d’oliva, un bene primario a largo spettro: alimentare, terapeutico, religioso…

Originario quasi certamente dell’Asia occidentale, le prime notizie della sua coltivazione sembrano risalire al quinto millennio a.C. Sembra che dalla Siria l’olivo sia stato portato in Grecia, paese a cui si dovrebbe la sua fortuna: entrò a far parte delle abitudini e tradizioni degli ateniesi che accoglievano i valorosi guerrieri coprendogli il capo con corone di rami di olivo e recando in dono olio di oliva in piccole ampolle di terracotta. L’olio era al centro delle funzioni religiose, usato per la consacrazione di profeti, sacerdoti e persino re mediante l’unzione del corpo.

Furono probabilmente i Fenici, con i loro viaggi in nave, a diffondere la conoscenza e l’uso alimentare dell’olio di oliva tra i popoli con cui avevano continui scambi commerciali. I Romani ne facevano un largo uso come unguento e colme base per balsami e oli profumati.

Superati i periodi bui del bacino del mediterraneo del tardo e post Impero Romano, caratterizzati da guerre e carestie, ed in cui l’olivicoltura ristagna, ecco che in pieno medio evo l’olivo torna ad essere protagonista dell’agricoltura della penisola grazie all’opera e ai lavori di bonifica e piantumazione delle comunità monastiche. Nel XVIII secolo l’olio italiano è considerato il miglior prodotto sul mercato europeo: da qui in avanti aumentano le superfici agricole convertite in olivicoltura: l’olio oltre che al consumo alimentare, è destinato anche alla conservazione degli alimenti, per alimentare l’illuminazione, per la produzione di saponi…

Nel secolo scorso poi, con lo sviluppo tecnologico, si sono semplificati notevolmente sia la raccolta che la molitura, semplificazioni che hanno contribuito alla riduzione dei prezzi ed alla maggior diffusione dell’olio, che resta un pilastro importante della dieta mediterranea e comunque di un’alimentazione sana e naturale.